Torna al blog

Quando un configuratore di preventivi vale il suo costo

Tre soglie quantitative per capire se un configuratore di preventivi automatici è investimento o spreco. Sotto, basta un template Word. Sopra, ogni mese senza è denaro perso.

Il configuratore non è un software da comprare. È una decisione da prendere a partire dai vostri numeri.

Tre scene, settori diversi, stesso problema.

Concessionaria auto a Lugano, sette commerciali, una media di centocinquanta preventivi emessi al mese. Ogni preventivo include il prezzo del veicolo, lo sconto applicato, le condizioni di finanziamento, leasing o noleggio a lungo termine, il valore di permuta stimato, eventuali optional. Ogni commerciale lo scrive a mano in un Word, con il logo aziendale, copiando dal preventivo dell'ultimo cliente simile. Tempo medio: trenta-quarantacinque minuti per preventivo.

Studio dentistico in Lombardia, tre dentisti, una media di cinquanta preventivi di trattamento al mese (impianti, ortodonzia, riabilitazioni). Ogni preventivo elenca le fasi del trattamento, i tempi, il costo per fase, le opzioni di pagamento dilazionato. Lo scrive la segretaria in collaborazione con il dentista, un foglio Excel modello che viene aggiornato a vista ogni volta. Tempo medio: venti minuti per preventivo, più dieci-quindici di rilavorazioni quando il paziente chiede modifiche.

Cantina vinicola in Toscana, due commerciali B2B, una media di trenta preventivi al mese verso ristoranti, enoteche, importatori esteri. Ogni preventivo include sconto in funzione del volume, condizioni di pagamento, scaglioni di trasporto, eventuali campionature. Lo scrive il commerciale in Word, ricalcolando ogni volta gli scaglioni a mano.

I tre titolari, in tre conversazioni separate, ci hanno chiesto la stessa cosa: ha senso un configuratore di preventivi automatici? Per due dei tre, la risposta è stata sì. Per il terzo, no. Quale dei tre fosse "no" non era ovvio dall'esterno, e questo articolo prova a spiegare perché.

Tre soglie che separano il sì dal no

Un configuratore di preventivi automatici è un investimento (di tempo per la prima costruzione e di canone per il presidio) che si ripaga in funzione di tre variabili. Sotto certe soglie, il template Word fa il suo lavoro e il configuratore è sproporzionato. Sopra, l'investimento si ripaga in pochi mesi e ogni mese senza è denaro perso.

Prima soglia: volume di preventivi al mese. La soglia tipica si trova fra i trenta e i cinquanta preventivi al mese. Sotto i trenta, il guadagno di tempo è marginale: venti minuti risparmiati per preventivo, su trenta preventivi al mese, sono dieci ore al mese, che valgono ma non giustificano un investimento strutturale. Sopra i cinquanta, parliamo di venticinque-trenta ore al mese liberate, più la riduzione degli errori, e il calcolo cambia.

Seconda soglia: varianza della configurazione. Quanti parametri intervengono in ogni preventivo (sconti, finanziamenti, optional, scaglioni di volume, condizioni speciali) e quanto cambiano da preventivo a preventivo. Bassa varianza significa che ogni preventivo è molto simile al precedente: in quel caso un template Word ben fatto risolve quasi tutto. Alta varianza significa che ogni preventivo richiede calcoli e combinazioni nuovi: in quel caso il configuratore non è solo un risparmio di tempo, è una riduzione drastica degli errori di calcolo.

Terza soglia: numero di persone che scrivono preventivi. Più persone scrivono, più aumenta la varianza non voluta (commerciale A applica lo sconto X al cliente Y, commerciale B applicherebbe lo sconto Z), e più il preventivo diventa anche un canale di disuguaglianza commerciale percepita dal cliente. Quando i preventivisti sono più di tre, la coerenza del documento commerciale diventa un valore in sé.

Tornando alle tre scene

Riprendiamo i tre casi dell'apertura.

Concessionaria auto. Volume: centocinquanta preventivi al mese. Varianza: alta (sconto, finanziamento, leasing, permuta, optional). Persone: sette commerciali. Tutte e tre le soglie sono ampiamente superate. Configuratore: sì, tempi brevi di ritorno, riduzione degli errori commerciali importante (che in questo settore valgono soldi reali, perché un preventivo con sconto sbagliato sopra il margine è perdita secca).

Studio dentistico. Volume: cinquanta preventivi al mese. Varianza: media (le combinazioni di trattamento sono parecchie ma seguono pattern ricorrenti). Persone: due (segretaria più dentista in coppia). Volume e varianza spingerebbero verso il sì, ma il numero ridotto di persone (e il fatto che la segretaria è la stessa che vede il paziente) fa sì che il template Excel ben fatto risolva la maggior parte del problema. Configuratore: marginale. Quello che ha più senso è un piccolo strumento di calcolo per le opzioni di pagamento dilazionato, non un configuratore completo.

Cantina vinicola. Volume: trenta preventivi al mese. Varianza: alta (scaglioni di volume, condizioni di pagamento internazionali, campionature). Persone: due. Volume basso, varianza altissima, numero di persone basso non sufficiente a giustificare l'investimento. Configuratore: no, almeno per ora. Quello che ha senso è un foglio di calcolo strutturato che applica gli scaglioni in automatico, lasciando al commerciale solo le decisioni discrezionali.

Le tre risposte sono diverse. La logica sottostante è la stessa: rapporto tra costo dell'investimento e tempo, errori che il configuratore evita.

Cosa significa configuratore, in pratica

Quando diciamo configuratore di preventivi automatici, intendiamo qualcosa di specifico, e vale la pena chiarirlo perché il termine è abusato.

Non è un template Word evoluto. Non è una macro Excel. Non è un PDF compilabile. È un sistema che parte dai vostri listini sempre aggiornati, accetta in ingresso i parametri del cliente specifico (configurazione del prodotto, condizioni richieste, profilo di pagamento), applica le regole commerciali concordate (matrice di sconti per volume, autorizzazioni necessarie sopra certe soglie, esclusioni di prodotto), genera il documento finale in formato editabile o firmabile, lo registra nella pipeline del cliente.

I componenti che fanno la differenza, e che mancano nei configuratori più semplici disponibili a catalogo, sono tre. Il primo è la connessione viva con il listino, in modo che un aggiornamento del listino si propaghi a tutti i preventivi futuri senza azione manuale. Il secondo è la regola di autorizzazione sulle deroghe (sconti sopra X% richiedono approvazione del responsabile commerciale): senza questa regola, il configuratore diventa una via libera che riduce il margine. Il terzo è la registrazione nella pipeline cliente, perché un preventivo che esce ma non viene tracciato è un preventivo che si perde.

Costruire questi tre componenti su un configuratore prefabbricato è quasi sempre più costoso che costruire il configuratore su misura. Ed è qui che la decisione, prima ancora di essere "sì o no al configuratore", diventa "se sì, costruito da chi e come".

Il configuratore di preventivi automatici è uno degli interventi a più alto ritorno per le aziende che ne hanno il volume e la varianza. È anche uno degli interventi più sopravvalutati per chi non li ha. Capire da che parte sta la vostra azienda non richiede una proposta commerciale: richiede tre numeri (preventivi al mese, varianza media, numero di preventivisti) e un'ora di analisi dei vostri preventivi reali.

Se state pensando di valutarlo, ne parliamo in una conversazione di quarantacinque minuti.

Vi è piaciuto l'articolo?

Richiedete l'analisi gratuita del funzionamento della vostra azienda. La produciamo noi e ne parliamo insieme.

Richiedi l'analisi gratuita